Se ti trovi a passare da queste parti, lascia un commento, anche anonimo, conoscere l'opinione delle persone che leggono cio' che scrivo e' importante perche' oltre a nutrire il mio blog, nutrono anche il mio pensiero.

We need your help, please have a look @ World Community Grid, click the box below, thanks

Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post

mercoledì 22 dicembre 2010

non credetegli


Sul Corriere della sera leggo un interessante articolo sulla puntata di Matrix alla quale è presente il premier Berlusconi, già, peccato che nessuno possa ribattere alle sue parole, un vero peccato. Ho analizzato le dichiarazioni, ne sono rimasto sorpreso, facciamo un po' di chiarezza punto per punto.


«Se la Consulta dirà no a legittimo impedimento, farò vergognare i pm»

Io invece vorrei sapere, un solo valido motivo per cui debba essere detto sì al legittimo impedimento, perché io, nella mia “ingenuità”, la vedo come la solita pezza salva-culo e anti-processo. Vergognosa la frase contro i PM, per la quasi totalità gente onesta che svolge il proprio lavoro , ma visti dal primo ministro come un cancro della società.



Berlusconi a Matrix: «Io continuerò a governare, ma mi difenderò. Stavolta scenderò direttamente in campo»
Berlusconi andrà in aula a difendersi nei processi? Non l'ha mai fatto sino ad ora, date le pesanti accuse e circostanze che lo vedono implicato, dubito seriamente che inizi a farlo proprio in questa occasione.


il premier: «le parole di fini sulla durata della legislatura hanno dell'incredibile»
Non mi esprimo su quello che ha detto il cagnolino Gianfranco, ma mi domando se Berlusconi si rende conto di tutte le parole pesanti che ha detto in passato prima di dire una cosa del genere...


«Noi riteniamo di poter allargare la maggioranza uscita dal voto di fiducia, se non ci dovessimo riuscire torneremo dagli elettori anche se in questa situazione di crisi le elezioni non sarebbero un bene per il Paese. Con questi numeri si governa agevolmente, ma non è agevole approvare la riforme necessarie al Paese»
Come ritengono di allargarla? Pagando mutui o offrendo cospicui premi in denaro a chi vota a loro favore. Con 314 teorici parlamentari a favore si governa agevolmente secondo Silvio, forse dovrebbero insegnargli la matematica e dirgli che 314 è meno della metà dei parlamentari seduti alla camera (630). Quasi dimenticavo, facciamo le scarpe più belle del mondo, perché andare a studiare (anche matematica)?


«Tutte le persone di buon senso, e certamente il presidente Napolitano, non possono che augurarsi che non ci sia una crisi di governo, specialmente in un momento come questo» ha detto ancora Berlusconi
Vuole fare pressioni sul presidente della Repubblica forse? Ma in parte sono d'accordo, una crisi di governo al momento sarebbe molto grave, sarebbe molto meglio eradicare i politici in massa da dove siedono e ripartire da 0, tabula rasa.


«Le persone che hanno deciso di appoggiare la maggioranza lo hanno fatto per un loro convincimento, ad esempio quelli dell'Idv perché non sopportavano più il loro leader» afferma ancora il premier. A chi gli chiede se ci sia la possibilità che qualcuna delle new entry possa fare il sottosegretario, il Cavaliere risponde: «Io penso che non ci sia questa eventualità »
I dissidenti, come li chiamano, hanno appoggiato la maggioranza perché sono stati profumatamente pagati, non per convincimento proprio, pensavano di essere così saliti in primo piano a livello nazionale, siete solo una manica di sporchi venduti.


Poi il Cavaliere ha risposto al leader dell'Udc Casini che parlava di un governo che non è in grado di governare: «È la bugia più grande che potesse dire perché se c'è qualcosa di cui siamo orgogliosi è l'azione di governo»
Prima di dire cose del genere, sono andati in mezzo alla gente a sentire cosa ne pensavano di questi “straordinari” mesi di azione di governo? Ne deduco di no.


«A sinistra sono tutti capetti che si fanno la guerra l'uno con l'altro, ma nessuno emerge» ha successivamente aggiunto il capo del governo a chi gli chiedeva un giudizio sull'opposizione di centrosinistra
E qui sono finalmente d'accordo! Se la destra e il centro sono uno schifo,la sinistra non è da meno, si nascondono dietro all'indice sperando di non essere visti, sono un branco unito di smidollati.


Poi Berlusconi ha toccato anche alcuni temi di carattere economico: «Dobbiamo mantenere i conti pubblici nel rigore e rientrare entro il 2013 del deficit sotto il 3%, perchè anche le agenzie di rating ci confermano la tripla A a patto che rispettiamo questa condizione e che si mantenga stabile il governo»
Giusto, quindi per cominciare una bella riforma universitaria con tagli in lungo e in largo, ma guai a toccare i salari dei parlamentari, le loro agevolazioni, il denaro pubblico investito in infrastrutture inesistenti, gli ingenti finanziamenti pubblici a istituti e giornali privati, quelle assolutamente non si toccano!


Il premier ha anche affrontato il tema del caso Calipari dopo le rivelazioni di Wikileaks: «Palazzo Chigi ha smentito in maniera assoluta quell'affermazione ma, oggi pomeriggio è arrivata anche la conferma della Procura che dice che il soldato americano che ha sparato a Calipari è stato rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio volontario. Non c'è stata nessuna pressione, chi ha scritto quella nota ha confuso le loro richieste con il nostro operato»
Riassumiamo, palazzo Chigi NEGA (non smentisce) che il soldato USA abbia sparato volontariamente a Calipari, così mentendo, nonostante prove documentate, successivamente avviene conferma da parte della procura. Confusione, certo, la stessa scommetto di quella che ora avete addosso voi per le menzogne che piano piano emergono.


Il premier ha poi commenta gli scontri avvenuti a Roma lo scorso 14 dicembre : «Siamo un governo democratico che accetta il dissenso anche nelle manifestazioni pubbliche di piazza. Ma queste manifestazioni non devono essere portatrici di danni e di violenza verso altri». Per Berlusconi sono «assolutamente minoranza gli studenti o pseudostudenti» che protestano contro la riforma dell'università, mentre «sono moltissimi quelli che hanno capito la riforma, infatti in moltissimi atenei si svolgono regolarmente le lezioni»
Siamo un governo democratico”, e io di notte sono un supereroe... hanno schierato un esercito di polizia, hanno blindato la zona della votazione del 13 dicembre, acconsentono al DIASPRO, hanno fatto manganellare studenti che non facevano nulla (non mi riferisco agli scontri in piazza)e non concedono dichiarazioni e/o interviste attaccando qualunque fonte di notizia contraria al loro operato, e si definiscono democratici, vaaaaa bene.
Gli atenei e gli studenti in protesta sono la quasi totalità, eppure Silvio dice che sono briciole e che ai più la riforma piace, vorrei tanto che i nostri politici mettessero un piede in una struttura universitaria e poi parlassero, perché non si rendono conto della disastrosa situazione che vivono le università Italiane.


Alle accuse di aver candidato veline e ragazze che partecipavano alle sue cene, Berlusconi poi risponde così: «Sono ragazze che hanno tutte l'università alle spalle, sono le più brave, si preparano e sono sempre presenti in Aula. La percentuale di voto delle nostre deputate, senatrici ed europarlamentari è del 98%». Il premier rivendica anche la bravura delle ministre: «nel nostro Gabinetto ci sono giovani donne che sono bravissime e non come chi fa politica solo per il proprio tornaconto personale. Bisogna aprire ai giovani»
E nonostante stia palesemente ammettendo di averlo fatto, per tutti i suoi elettori questa è una cosa normale, non grave... La classe politica va riformata, dice quindi bene dicendo che “bisogna aprire ai giovani” ma temo che il Silvione nazionale confonda la frase con “aprire le giovani”, cosa assai diversa e non degna di un primo ministro.


Questo è quell'individuo che governa l'Italia, uno sporco bugiardo che dopo aver combinato casini, appare rassicurando tutti che la situazione è ottima e senza problemi. Come certe cose non si possano vedere, ignorare, o ancora peggio si possano tollerare, questo ancora non riesco a comprenderlo.




Maciej

mercoledì 15 dicembre 2010

Come siamo fiduciosi


E sia, il governo ha incassato la fiducia. Clap clap, minuto di applausi.
Ora perfavore anche un minuto di silenzio, la nostra costituzione è stata uccisa di nuovo,per l'ennesima volta, e con molta probabilità continuerà a essere fatta a pezzi nei prossimi mesi. La riforma improponibile Gelmini presto entrerà in corso, il premier-scudo presto verrà votato, e noi guardiamo.
Voti comprati? Non ve n'è certezza, ma con molta probabilità sì, la fiducia è stata data dalla camera con uno scarto di un pugno di voti, 3 per l'esattezza, 314-311.
E dire che persino il guardian, in data 14 dicembre titolava: “in quale paese può venir data la fiducia a una persona che fa festini, ospita mafiosi in casa, che antepone i propri interessi a quelli del popolo che rappresenta?” Bé, ora lo sappiamo, in Italia.
Forse un popolo che ancora pensa che Berlusconi sia il male minore tra tutti i mali non merita davvero nulla di meglio della merda che già ha, probabilmente ai suoi elettori non importa niente del declino socio-economico che l'Italia ha visto con i suoi 4 (cazzo 4, non briciole) governi negli ultimi 16 anni, forse a loro non importa un cazzo che lui, lì, ci sta solo per non finire dietro le sbarre , forse le favole che racconta sono molto buone per tenere a bada una schiera di bambini che ci crede senza riserva.
E va bene, diciamolo su, ne ha fatte anche tante di cose buone, come ad esempio........................................................ mmh, fermi un attimo, no, non ne ha fatte, non ha rispettato 1 dei punti del programma, mai. Dei suoi programmi poi, incentrati sulle solite 3 cose: riforma della giustizia (sua acerrima nemica, poverino, non lo lasciano mai in pace), più poteri al premier (per passare definitivamente da premier a sovrano totale) e modifica della nostra cara e vecchia costituzione.
Ah ora che mi viene in mente, l'ha fatta una cosa buona per la quale si vanta in ogni appuntamento, eliminazione dell'ICI!!!!! Oh cazzo, fermi di nuovo, ora che ci penso meglio pure quella è stata una montatura colossale, per tagliare l'ICI hanno aumentato le tasse...
Nemmeno le ultime notizie e il suo comportamento pubblico indecoroso hanno fatto scuotere le menti dei suoi servi, ma se tutto questo è normale (non nego che potrebbe esserlo), mi prenderò volentieri del pazzo malato di mente.
Alziamo tutti insieme i nostri calici e brindiamo a Mr. B., ben fatto vecchio, hai ancora un po' di tempo continuare a fare i tuoi porci comodi!

Possibile che solo lui non senta quella vocina continua che fa: liberaci dalla (tua) oppressione, fuori dai coglioni!



Maciej

giovedì 9 dicembre 2010

WikiLOCKS, attentato alla democrazia



Potevo non spendere due parole sul caso più tormentato degli ultimi giorni? No, non potevo decisamente, perché il caso Wikileaks merita tutta l'attenzione necessaria. Partiamo dagli albori, Wikileaks è una compagnia che declassifica file coperti da segreto e li pubblica sulla rete web, la figura di maggiore rilievo della compagnia è un tale Jule Assange, che qualcuno definisce un hacker, qualcuno un matto, qualcuno non lo definisce, per qualcun'altro ancora nemmeno esiste. In ogni caso, questo simpaticone Australiano qualche settimana fa decide di dare un annuncio sconvolgente al mondo intero; Wikileaks sta per rilasciare la bellezza di 251.287 file riguardanti rapporti diplomatici tra ambasciata USA e 274 ambasciate di altrettanti paesi. Il trambusto che ne viene fuori a livello internazionale è senza precedenti, i leader di mezzo mondo si cominciano a mostrare dapprima restii a credere alle parole di Assange, poi decidono di passare allo stato “indignati” (dopo le prime pubblicazioni) per finire col chiedere la testa del fondatore di Wikileaks su un vassoio d'argento. In contemporanea, dopo che i primi file cominciano a diffondersi sul web, i server di Wikileaks cominciano a essere presi d'assalto da pirati informatici di mezzo mondo,vengono sovraccaricati, per evitare la diffusione dei manoscritti segreti. La diffusione è lenta (a oggi solo 1200 documenti sono stati resi noti), ma Wikileaks non demorde, continua; dopo 2 giorni dalla prima pubblicazione vengono tagliati i fondi a Wikileaks, il mezzo con cui poter donare denaro alla fondazione tramite il classico pulsante donate, sotto pressanti e incessanti richieste, decide di non permettere più invio di denaro alla fondazione. Può bastare? Non ancora. Il dominio di Wikileaks viene anche oscurato http://wikileaks.org e non è più raggiungibile, ma quelli di Wikileaks non sono sprovveduti, non riescono a fermarli, ed eccoli subito di nuovo in corsa all'indirizzo http://46.59.1.2 Non vi basta ancora? E va bene allora se proprio devo continuo... Viene emanato (udite udite) nientepopòdimenoche un mandato di cattura INTERNAZIONALE per Jule Assange, roba che persino Arsenio Lupin ne sarebbe stupito. Stanco dal risalto che il mondo intero gli sta dando, il nostro amico Australiano, in data 7-12-2010 si consegna di sua spontanea volontà alle autorità di Scotland Yard, il giudice nega subito il rilascio sotto cauzione, il creatore della fine del mondo è a oggi in carcere, in attesa di processo (ah dimenticavo, i capi di accusa non hanno nulla a che fare con il rilascio di documenti segreti, il capo di accusa è stupro, in quanto nell'estate 2010 Assange fu denunciato da 2 donne con l'accusa di averle violentate, dopo un incontro post-conferenza tenutasi in Svezia). Quelle che si fanno chiamare “democrazie occidentali” continuano a chiedere che il Wikiman venga processato per ciò che ha combinato, ecco, vorrei soffermarmi su questo punto. Vorrei che uno a uno, i signori che lanciano sassate e inneggiano al processo (+ pena ovviamente) mi dicessero seriamente per quali ragioni pensano che quell'uomo debba essere incriminato, possibilmente seguite da motivazioni se ne sono in grado, perché io, personalmente, non ne vedo.
Tremano le gambe alle democrazie di nuovo e vecchio continente, tremano perché sanno che potrebbe essere svelato qualche particolare piuttosto imbarazzante su qualche modo di agire non proprio pulito di una certa nazione, tremano perché per molti potrebbe significare perdere la propria faccia, per molti altri sarebbe come ammettere che la merda che sta dietro alle facciate dei governanti è tutta vera e non immaginazione popolare. Possibile che un branco di omuncoli abbiano così tanta paura di qualche bit di informazione? Sì, decisamente sì, ci si trova davanti a un bivio paradossale, in cui paesi che si auto-proclamano “portatori di pace e democrazia” vogliono tappare in maniera netta la bocca e le ali di chi vuole mostrare veramente come funziona la fottuta, sporca e incivile macchina governativa, noleggiando hackers, chiudendo conti correnti e oscurando siti; quegli stessi paesi che si meravigliano e attaccano la politica cinese in materia di democrazia, o che ritengono che nei paesi arabi regni la barbaria, che hanno promosso l'embargo verso Cuba, che si sdegnano quando l'esercito russo massacra i ceceni sulla loro terra. Chi apre bocca in queste occasioni e si fa portavoce di un intero popolo, ha pensato minimamente che tra gli esempi citati e la attuale campagna anti wikileaks non passa nemmeno un filo d'erba di differenze? Come al solito l'unico intento di queste azioni è la censura, censura a tutto campo atta a coprire personaggi importanti che hanno il potere di fare il cazzo che gli pare e allo stesso tempo insabbiare tutto. Tutto questo, alle porte del 2011, dovrebbe essere solamente un ricordo lontano di cui trattare nei libri di storia.
Mi fa piacere leggere alcune dichiarazioni di papàleaks, nelle quali dice che la sua morte sarebbe vana poiché prima di iniziare la divulgazione dei documenti, prevedendo una simile ritorsione, consegnò in maniera criptata l'intero archivio a 100.000 persone sparse per il mondo; non so fino a che punto siano vere queste dichiarazioni, anche se me lo auguro, fatto sta che anche nel mio piccolo (e come invito a fare) ogni giorno mi collego al sito e faccio backup dei documenti fino a quel momento rilasciati, così da poter essere un futuro potenziale nodo di divulgazione dell'intera documentazione in caso qualcuno riuscisse a fermarla.
Stampa e divulgazione non servono ai governanti, ma ai governati, per poter farsi un'idea di quello che succede davanti ai loro occhi, per questo la mia idea di democrazia piange, quando si arriva a parlare dell'argomento e tocca sentire frasi come “quello l'ha fatta grossa e deve pagare, ci sono certe cose che alle persone come noi non è dato sapere, così funzionano le cose sin dai tempi che furono e così continueranno a andare”. Io a questo non ci sto e non ci voglio stare, mi dispiace, mi fa pena vedere gente convinta che basti stringere il pugno di ferro verso qualcosa per incutere timore nella gente comune, mi fa pena pensare che ci sia qualcuno convinto di poter fermare quello che si è messo in moto, mi fa pena vedere certi personaggi (vedi Frattini) sparare sentenze senza rendersi conto delle stronzate colossali che stanno dicendo; mi fa ridere invece, quanto ci ritengano stupidi e senza cervello, mi fa ridere quanto ancora una volta, i potenti, non riescano a inquadrare la situazione, non si può fermare qualcosa semplicemente vietandola o tentando in ogni modo di ostruirla; continuo a ridermela, leggendo di quello che il cosiddetto gruppo di fedeli wikileaksiani stanno combinando in giro per il mondo.

Sì, per me Assange è una specie di eroe nazionale per quello che ha fatto e sono decisamente a suo favore, fermo restando che, per quanto riguarda il suo unico capo d'accusa, ovvero violenza sessuale, nell'eventualità in cui dovesse risultare colpevole, dovrà scontare la sua pena per gli errori commessi. Quello sì (in caso di conferma), era realmente qualcosa da non fare.
Volevate il WikiLOCKS, ora vi ritrovate con più merda di prima da affrontare.

mercoledì 1 dicembre 2010

Questa riforma non s'ha da fare

O se vogliamo dirla diversamente, s'ha da fare una riforma del sistema Universitario Italiano, ma non da una Gelmini, non da persone a cui non importa di chi, in quelle università, ci studia, non da coloro che rifiutano persino un confronto con chi, nel mondo dell'Università, ci vive quotidianamente. Stupisce che la situazione sia sotto gli occhi di tutti tranne che quelli della sig.ra Gelmini, del Tg1 o dell'attuale esecutivo, nonostante le continue polemiche e la massiva mobilitazione che sta accompagnando queste giornate. Da informare per resistere, di Roberto Orsatti "La riforma Gelmini è un fallimento, la riforma Gelmini non è una riforma, la riforma Gelmini non la vuole nessuno (tranne i 400 professori che hanno firmato un appello a favore) una imbarazzante minoranza che è giusto si esprima ma che obiettivamente è anacronistica rispetto alle migliaia di insegnanti e ricercatori in agitazione, alla marea di studenti che stanno occupando tutte le università italiane, compresa la Normale di Pisa, tutte le scuole superiori, tutti i monumenti simbolo della cultura italiana"
Già, quel fiume di studenti che si è riversato con tutta la sua potenza, straripando in tutta Italia, ma che a quanto pare, a detta del nostro presidente del consiglio, deve tornare a studiare invece di manifestare il mancontento scatenato dalla solita, inutile, non ragionata, presuntuosa manovra di governo.
Si vuole ridurre l'università a un'azienda, con un CdA in grando di prendere qualunque decisione (anche al di fuori delle proprie competenze e conoscemze),, si vogliono tagliare ulteriori fondi ai già pochi messi a disposizione da un governo che pensa che "la cultura non da' da mangiare" e ancora "perché dovremmo pagare gli scienziati, se facciamo le più belle scarpe del mondo?", si vuole dare la coltellata finale a un ente che affronta oggi non pochi problemi.
Per carità, qualche buon proposito questo abominio di decreto ce l'ha (per ulteriori info riguardo questi punti consultare http://informarexresistere.fr/una-riforma-da-riformare), ma pure le poche briciole semi-buone della riforma hanno bisogno di essere riformate.
Nella lista delle migliori università del mondo, il primo ateneo Italiano figura in posizone 176, questo qualcosa vorrà pur dire, segno evidente che qualcosa che non va, nel sistema, c'è sicuramente e quindi qualcosa si può e si DEVE cambiare, ma non in questa maniera e a queste condizioni, studenti e docenti non ci stanno, noi come popolo non ci stiamo.
La quantità di fondi che attualmente il governo mette a disposizione dell'universita' è pari allo 0.8% del PIL (media europea 1.3%), e li voglino tagliare di un ulteriore miliardo di euro, insomma, mi pare chiaro e ovvio; questo paese, nell'istruzione dei suoi figli e quindi del futuro stesso del paese, non vuole investire, non ci crede.
Alla classe dirigente non viene in mente invece, che c'è ancora qualcuno che in queste cose ci crede, ci crede profondamente, ci investe tempo, risorse e denaro, che lo fa senza adeguati mezzi a disposizione, lo fa nel silenzio, vedendo poi affibbiare i meriti di qualcosa di buono che si è riuscito a fare a fantomatici individui politici, i quali di istruzione, quella vera, forse non ne sanno molto.
No cari deputati, le mani sull'università non riuscirete a metterle.
Il profumo che c'è nell'aria questi giorni è un buon profumo, di rivoluzione, di cambiamento, che non potrà essere non notato, non si potrà chiudere gli occhi su un movimento così imponente. Nel frattempo però, il ddl ha gia' superato la votazione alla camera con 307 voti favorevoli e 252 contrari (7 astenuti). Ora si attende risposta al senato, coloro che dovrebbero essere i saggiatti  a vegliare sulle baggianate dei giovanotti seduti alla camera dei deputati. Tanti vorrebbero avere un confronto con i diretti interessati dall'abominio Gelmini prima che il decreto venga discusso in quella sede, così da avere un punto di contatto tra idee del popolo e idee dello stato. Spero che avvenga, ho ancora un briciolo di fiducia nelle istituzioni, non spazzatela via definitivamente.
Intanto, oltre agli insulti arrivati dal premier, cominciano a arrivare anche le manganellate, che ricevono persino parole di apprezzamento da mr. Gianfranco Fini ma non sembrano intimorire i manifestanti; qualcosa in tutto questo non torna, qualcosa in tutto questo proprio non va. E' così difficile capire cosa? Mi rivoglo a voi signori che dovreste rappresentare noi, il popolo. Posso darvi una mano a capire se volete.... questa riforma non s'ha da fare

Io sto con gli studenti




SiPad? No, grazie

Il freddo deve essersi diffuso ormai a macchia d'olio, stando a quello che leggo. Su Il corriere della sera, sezione "Scienze" si parla del progetto SiPad, atto (a detta delle opinioni) a stravolgere e inondare di innovazione il panorama clinico nazionale, mondiale e non solo. Già, peccato che questa fatidica innovazione abbia poco, di nuovo tecnologico.
Il progetto SiPad si prefigge lo scopo di legare medicina e tecnologia a livello di reparto, andando a sostituire le cartelle cartacee con cartelle virtuali (l' iPad appunto) sul quale annotare vari dati, avere a portata di click risultati di analisi e abbattere la barriera "scrittura del medico". Tutte queste cose sono ottime cose, sono d'accordo, sono felice di leggere che si prova a muoversi in nuove direzioni, a voler fare progresso. Ma purtroppo l'ignoranza delle nostre istituzioni, ancora una volta, rischia di trasformare qualcosa di innovativo in un semplice contratto azienda-azienda, uccidendo qualsivoglia forma di concorrenza, non prendendo in considerazione altre e valide alternative, Perchè obiettivamente, faccio veramente fatica a credere che Apple, non stia già facendo baldoria per l'affarone concluso, avendo affibbiato a una manica di gente incolta, i loro dispositivi proprietari, entrando di fatto, a tutti gli effetti, nella gestione del materiale che verrà raccolto dai loro dispositivi. Mi chiedo se chi ha preso la STRABILIANTE decisione di dare a Apple il monopolio di questa "innovazione del servizio sanitario nazionale" abbia riflettuto giusto quei 2 minuti, tanti ne servono per non farsi rincoglionire i neuroni dalle ammiccanti linee dell' iPad, e porsi domande, valutare alternative, libere alternative. A tutto questo si aggiunge la mia oscura idea che, con molta probabilità, gli istituti che utilizzeranno questi dispositivi dovranno delegare a Apple la creazione di software apposito, senza il quale dati vari probabilmente non potranno essere letti, perchè chi ha sottoscritto l'accordo ovviamente sapeva che particolari software gestionali non si possono installare liberamente su apparecchi Mela, vero?
Il business che ne deriverà sarà sicuramente elevato, tanti soldini (pubblici, perchè non trattandosi di cliniche private, i sostentamenti arrivano direttamente dai cittadini) buttati al vento senza riflettere, non che sia una novità, ma fin quando rimarremo incatenati a stupidi preconcetti antichi come il mondo, non usciremo da situazioni come questa, benchè ignoranti personaggi come il presidente di Regione Lombardia Robverto Formigoni continuino a sostenere che "Sono progetti che la Regione persegue da tempo: siamo i primi in Europa perché per primi abbiamo scommesso sulle nuove tecnologie e sull'alleanza pubblico-privato", sì, proprio così facendo si impedisce a alcuni settori importanti di crescere, ostacolando la libera scelta e sperperando patrimoni che potrebbero essere investiti in altre risorse, siamo in effetti i primi in Europa a ostinarci sul privato, essendo di fatto a un avanzamento tecnologico,rispetto al resto del mondo, che fa impallidire.

SiPad? No, grazie, prendo solo un caffè

http://www.corriere.it/salute/10_novembre_30/ipad-ospedale-gemelli-niguarda_b0b5b2ca-fb9e-11df-bfbe-00144f02aabc.shtml

martedì 30 novembre 2010

Italia:G8, figura dominante, premier di fama mondiale, stampa imparziale! STOP alle cazzate, stavo solamente scherzando

Piccolo intervento sull'armageddon pronto ormai a cancellare qualunque forma di vita sul pianeta Terra nelle prossime ore, evento ormai avviato e che nessun uomo potrà mai fermare, sì, esatto, parlo dello spiattellamento di questioni super-segrete tra ambasciata USA e resto del mondo. Si legge oggi come il panorama giornalistico Italiano sia mentalmente disturbato da questo avvenimento.
Cito riportando da stampacadabra @ http://www.stampacadabra.it/2010/11/29/caso-wikileaks-perch-i-quotidiani-italiani-sono-stati-snobbati-nella-diffusione-dei-dossier/

per esempio:

Si esprime anche il direttore del Tg1 Augusto Minzolini:
“In parte è vero che nella stampa italiana c’è minore attenzione per le questioni internazionali e questo determina se non un minore prestigio, una minore attenzione degli altri verso i nostri giornali. Lo dimostra anche la gestione di queste indiscrezioni. Se nel mondo infatti si parla della crisi della diplomazia americana o di un problema internazionale, da noi il caso si tramuta in un gossip su Berlusconi. In un modo o nell’altro i nostri media (e anche una parte del mondo politico) sono abituati a trasformare qualunque vicenda internazionale in un argomento su cui polemizzare nel cortile di casa nostra”.
Il direttore di Libero, Maurizio Belpietro sposa la tesi di Umberto La Rocca:
“Non monterei un caso sulle mancate anticipazione ai media italiani delle informazioni rivelate da Wikileaks. E’ molto probabile che Wikileaks avesse rapporti diretti soltanto con alcuni media, in particolare con gli organi di stampa più conosciuti, giornali americani e in genere anglosassoni. Sostenere che siamo di fronte ad un nuovo ‘smacco’ fatto alla stampa italiana corrisponde alla solita abitudine degli italiani di parlare sempre male del proprio Paese".
Chiude la girandola delle opinioni Vittorio Feltri, direttore editoriale de Il Giornale, che non manca di ironia:
”Non so perché ai giornali italiani non sia arrivata alcuna anticipazione, ma francamente i contenuti di questi file mi sembrano poca cosa rispetto alle nostre intercettazioni che ci hanno vaccinati a ben altro” Insomma, le rivelazioni di Wikileaks per il pubblico italiano sono state un brodino: quando gli americani ci dicono che a Berlusconi piace la gnocca, ci fanno ridere. In una cosa noi italiani siamo certamente più bravi: nel gossip. Consiglierei a questi che mettono in giro questi file di fare un corso qui a La Repubblica per capire come si fa il vero gossip”.

E vabè, si sa, questi sono i tirapiedi di Mr. B., non saranno certo novità, si prosegue


Il parere di Enrico Mentana, al timone del TGLa7, corrobora il pensiero di Polito, nonostante l’eccezione colta nel caso The Guardian:
“La stampa italiana è stata esclusa dalle anticipazioni per scelte arbitrarie di cui andrebbe chiesto conto a chi gestisce Wikileaks. Sicuramente i nostri giornali non hanno lo stesso spazio per le notizie di esteri che invece hanno i giornali degli altri Paesi. Ma non credo sia questo il problema. C’è anche il fatto che l’Italia non ha un quotidiano di riferimento forte come lo hanno la Francia, la Germania o la Gran Bretagna. Ma anche volendo considerare questo come il motivo per il quale ci hanno esclusi, è pur vero che tra i giornali britannici le anticipazioni sono state mandate al Guardian, che non è né il più autorevole né il più popolare”.
Umberto La Rocca, direttore de Il Secolo XIX, avanza invece l’ipotesi che le testate che hanno goduto delle indiscrezioni abbiano in realtà un rapporto diretto con le fonti:
“L’esclusione dei giornali italiani non nasce da una questione di autorevolezza dei Paesi o delle testate, ma probabilmente dai rapporti fra i quotidiani che hanno avuto le anticipazioni e il sito Wikileaks. Le anticipazioni sono arrivate al quotidiano spagnolo El Pais e non mi pare che la Spagna in questo momento sia in condizioni migliori dell’Italia. Quanto al prestigio della stampa italiana, ci sono almeno due nostri quotidiani, Il Corriere della Sera e La Repubblica, che possono essere considerati all’altezza dei giornali che hanno ricevuto le anticipazioni. Credo quindi che la scelta sia stata fatta in base ai rapporti che questi giornali hanno con Wikileaks”.
Il direttore del Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro, addirittura avanza l’ombra di un oscuro favoritismo:
“Questa è una storia ancora molto misteriosa di cui non conosciamo tutto, perciò è difficile esprimere un giudizio sulle mancate anticipazioni ai giornali italiani delle informazioni contenute nei file di Wikileaks, anche perché queste informazioni potrebbero essere state anche vendute. Nessuno può esprimersi in modo chiaro anche sulla diffusione tramite la stampa”.
Virman Cusenza, direttore del quotidiano napoletano Il Mattino, è onesto quando, guardando ai giornali di casa nostra, non può evitare di notare la grande attenzione posta ai temi interni:
“I nostri giornali sono tradizionalmente più attenti alle faccende di casa nostra che non alle relazioni internazionali: non ne farei una ragione di maggiore o minore importanza della nostra stampa, è solo una questione di tradizione giornalistica. Negli altri Paesi c’è un’attenzione alle questioni internazionali legata sia agli interessi che quei Paesi hanno in certe aree del mondo, che possono essere o di natura economica o sulla sicurezza, sia alla ‘cultura’ giornalistica. Anche l’Italia ha molti interessi economici in varie parti del mondo. Ma la nostra stampa, che oggi è certamente più attenta di ieri agli esteri, ha sempre al centro della propria attenzione la politica e le questioni italiane”.

Riassumiamo, se ne sentono un po' di tutti i colori, dall'incapacità del gestore del sito, si passa a una macchinazione contro l'Italia, a un "oscuro mistero", a un esclusione avvenuta per questioni economiche, poi per fortuna qualcuno prova a sollevare l'ipotesi "l'incompetenza è solo colpa nostra".
Tutto sta nascendo perchè sembra che wikileaks non abbia passato sottobanco le indiscrezioni scottanti e brucianti (che attualmente sono solo una manica di fatti inutili) alle principali testate italiane quali La Repubblica & Il Corriere Della Sera, e poi, come logica conseguenza, si associano alla lamentela quei cosi che si fanno chiamare direttori di abomini quali Il Giornale, Libero, Tg1.
E' ovvio che un po' di giudizio e auto-esame ai nostri manca, forse anche un po' più di un semplice "po'", la stampa merd italiana (scrivo propositamente con la i minuscola, in quanto non la ritengo degna di tale definizione) è ancora a livelli paleolitici, e nessun quotidiano elude il mio personal giudizio badate bene, che sia Libero, Corriere o Il Fatto Quotidiano, la stampa è fossilizzata e focalizzata su unico e solo argomento, politica interna, 365 giorni all'anno, il resto sono briciole. Per cui, rispettate quella cosa che si chiama decenza, non aprite bocca in merito a eventi per il quale siete consapevoli essere dal lato opposto a quello che semplici fatti raccontano. Dove sono gli spazi dedicati a altri eventi che ogni giorno si susseguono in questo mondo? (rimando a http://maciejworld.blogspot.com/2010/11/oggi-no-politica-ma-antimateria-creata.html per esempio) Perchè le poche, squallide e maltenute rubriche trattanti temi non riguardanti la politica sono solitamente relegate in angoli bui e remoti sui siti delle principali testate nazionali? Perchè dovete frantumarci le olive per mesi su un singolo (e qualche volta inutile) episodio, che magagri nemmeno merita più attenzione? Perchè semplicemente non si dà più voce al resto del mondo? Dovremmo sapere ormai tutti che la teoria Italocentrica è stata smentita da secoli e che l'Italia non sta al centro dell'universo... Mi sorge un dubbio, non è che per qualche strana, mistica e arcana coincidenza proprio per questi motivi wikileaks ha deciso di non affidare in anteprima alcuna notizia alla stampa italiana???

Valli a capire quei mattacchioni di wikileaks...

lunedì 26 luglio 2010

Ulteriori riflessioni sulla legge bavaglio

Mi trovo ancora a riflettere su questa cosa, ormai si legge ovunque del decreto salva-blog, sono partite anche tante iniziative, e questo è veramente un bene,sperando che come al solito tutto non si spenga con la prima folata di vento. Mi è venuto tra le mani il famoso articolo 19 della costituzione universale dei diritti dell'uomo che riporto testualmente "Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere." Trovo assurdo che si possa solamente pensare di far pagare una multa e obbligare alla rettifica il pensiero di qualcuno, e trovo ancora più assurdi i motivi che hanno portato a ciò,ma questo mi suggerisce ulteriori spunti di riflessione, che dovrebbero far riflettere un po' tutti gli Italiani, primo,la paura che un'idea, un pensiero, un'opinione possa far cambiare le cose, sintomo forse che qualcuno ha qualcosa da nascondere e teme di cascare? Secondo, quanto l'attuale governo ritiene il popolo Italiano stupido e ingenuo in quanto un ipotetico post di un blogger potrebbe inculcare nella testa di chi legge "strane" idee. Ed è forse questa la cosa che mi fa più girare, quasi tutti possiedono proprie facoltà intellettive in grado di analizzare una determinata situazione e trarre le proprie personali conclusioni, qualunque esse siano. Se non condivido un determinato atteggiamento della classe politica, o se mi facessi le mie idee su qualche fatto riguardante determinati personaggi, per quale ragione dovrei essere obbligato sotto minaccia a cancellare ciò che penso? Si sta cercando veramente di minare a uno dei diritti più belli e importanti che ci sono concessi, e come al solito, sembra che sono a una piccola percentuale importi veramente e capisca quello che sta succedendo. Nel mio piccolo ho già iniziato a darmi da fare, cercando di riportare notizie (filtrate) sotto gli occhi di più persone possibili sperando che facciano lo stesso, spronato da ogni persona che come me cerca di fare qualcosa, spero che così facendo si riesca a portare per lo meno agli occhi di tutti la questione bavaglio e tutto quello che ne deriva e che alla fine, oggi, in un paese come il nostro, non si lasci spazio a tali comportamenti da parte di chi dovrebbe fare l'interesse del popolo.

domenica 25 luglio 2010

Per informare violeremo la legge, disobbedienza civile contro la legge Bavaglio

Impressioni personali sull'attuale discussione riguardo la questione "legge bavaglio" o meglio dire "legge vi vogliamo mettere il bavaglio". Ma è mai possibile sentire alcune cose così assurde in un paese definito democratico, un paese che fa parte dei grandi 8, un paese che ne ha vistetante? Non solo giornali e giornalisti,ma anche i bloggers e la rete sono a rischio "imbavagliamento", il diritto all'informazione vuole essere negato, non sono solito credere alle cospirazioni, ma nella sporcizia di alcuni personaggi, a quello sì, credo. La cosa che mi dispiace è che come al solito sembra che al popolo importi poco, che non sia un problema dei cittadini; e poi naturalmente dopo saremo tutti qui a lamentarci. Libertà di pensiero e parola e diritto all'informazione, le 2 basi di un paese democratico e che più volte in Italia abbiamo visto mancare, adesso dobbiamo anche ufficializzare la cosa con una legge? Questo è ridicolo, e stavolta non voglio stare con le mani in mano, come già molti giornalisti hanno fatto,mi accodo al movimento di tutti quelli che vogliono ancora sentirsi liberi e non hanno paura di portare informazioni a tutti i livelli. Se sarà il caso (ma mi auguro davvero di no), violeremo la legge per informare, contro la legge che vuole imabavagliare ogni mezzo di pubblica informazione.